Lenti a contatto – LAC

Cosa sono le lenti a contatto

Cosa sono le lenti a contatto (LAC)? Quali tipi sono in commercio?

Le lenti a contatto (LAC) sono protesi oculari aderenti alla cornea.
Le lenti a contatto iniziarono a diffondersi, come valida alternativa agli occhiali, a partire dalla fine degli anni ’40. In principio erano solo rigide, in polimetilmetacrilato (PMMA), un materiale impermeabile all’ossigeno, successivamente furono introdotte quelle in idrogel ed infine quelle rigide gas-permeabili. Nel tempo le lenti hanno subito considerevoli variazioni. L’attuale disponibilità del mercato consente di scegliere tra diversi tipi di lente e con requisiti altamente specifici.
Una prima importante distinzione è fra lenti a contatto morbide, lenti a contatto semirigide e lenti a contatto rigide.
Le ultime sono generalmente impermeabili all’ossigeno, ma in commercio ne esistono di permeabili e rispettano maggiormente la fisiologia della cornea.

lenti a contatto

Come si indossano le lenti a contatto?

Prima di procedere all’applicazione delle lenti a contatto consigliamo sempre di:
– Manipolare le lenti a contatto sopra una superficie pulita, ben sgombra e possibilmente liscia;
– Se indossate le lenti in bagno, chiudete il lavandino con un tappo;
– Tenete a portata di mano uno specchio, il porta lenti e la soluzione salina per il risciacquo;
– Assicuratevi una buona illuminazione e controllate che non vi siano corpuscoli estranei sulle lenti;
– Tenete la lunghezza delle unghie regolata e maneggiate le lenti con i polpastrelli, per evitare che le lenti si possano graffiare;
– Evitate che le lenti assorbano sostanze quali saponi, creme, profumi, ecc.;
– Prima di ogni manipolazione lavate e sciacquate accuratamente le mani, asciugandole con un panno pulito che non lasci residui di tessuto sulle dita;
– Abituatevi, nelle fasi di applicazione e rimozione, ad iniziare le relative operazioni sempre dalla stessa lente: in questo modo si eviterà di confonderle;
– Prima di inserire le lenti è importante controllare che esse non siano capovolte, ossia che non rivolgano all’esterno la loro parte interna.

come rimuovere le lenti a contatto

Come si rimuovono le lenti a contatto?

1. Prima di rimuovere le lenti a contatto, lavate e sciacquate con cura le mani.
2. Aprite il contenitore delle lenti e versatevi l’apposita soluzione.
3. Accertatevi che la lente si trovi sulla cornea.
4. Guardate verso l’alto ed abbassate la palpebra inferiore.
5. Con l’ausilio del dito della mano che si utilizza abitualmente fate scivolare la lente verso il basso, sulla parte bianca dell’occhio (sclera).
6. Premete delicatamente la lente tra pollice ed indice e rimuovetela dall’occhio (la pressione che si esercita stringendo la lente umida tra pollice ed indice è innocua a patto di non toccare le lenti con le unghie).
7. Per facilitare la rimozione, umidificate eventualmente le vostre lenti con soluzione fisiologica.
8. Ripetete l’operazione per la seconda lente.
9. Inserite le lenti nel contenitore solo dopo averle pulite e disinfettate.
Una volta tolte, le lenti devono essere immesse in una soluzione consigliata dal vostro specialista, in conformità al modo di impiego di quest’ultima.

Manutenzione delle lenti a contatto?

Le soluzioni per lenti a contatto furono inizialmente prodotte in due versioni:
-umidificante: per favorire il flusso lacrimale;
-da immersione: per permettere la disinfezione.
Ad esse seguirono i detergenti tensioattivi e le soluzioni universali, utili cioè sia per la pulizia che per la disinfezione.
Questi prodotti sono molto importanti per la manutenzione quotidiana delle lenti a contatto e limitano fortemente l’insorgere di complicanze.
In particolare, esse proteggono i materiali di cui si compongono le lenti dai depositi proteici e dallo sviluppo di microbatteri in grado di procurare reazioni allergiche.
Per le lenti a contatto rigide le più utilizzate sono le soluzioni umidificanti ed umettanti.
La composizione tensioattiva del liquido è in grado di ridurre la distanza tra le lacrime dell’occhio e la superficie delle lenti. In questo modo si forma un rivestimento viscoso in grado di isolare la cornea e la lente minimizzando l’eventuale attrito.
Il compito di questo tipo di soluzioni è quello di mantenere lo stato di sterilità che precede le operazioni di prelevamento dal liquido conservante ed umidificare nei casi d’insufficienza lacrimale.

Tutte le lenti a contatto, invece, necessitano di una fase di disinfezione quotidiana. Dopo una scrupolosa pulizia, le lenti devono essere immerse nelle apposite soluzioni di conservazione. Distinguiamo delle:
– soluzioni stabili: specificatamente formulate per lenti rigide o morbide;
– soluzioni instabili: contengono un antibatterico che si neutralizza e sono specifiche per lenti morbide;
– soluzioni saline: solo per lenti morbide (ad una temperatura di almeno 100°C).
Qualsiasi sia il tipo di lente utilizzata, dopo l’uso questa è contaminata e, quindi, è buona norma effettuare quotidianamente le operazioni di pulizia.

Quali sono i possibili problemi delle lenti a contatto?

Quando le istruzioni per una corretta manutenzione non sono seguite con scrupolo si incorre con frequenza nel verificarsi di complicazioni.
Sebbene i portatori di lenti a contatto generalmente ritengano di eseguire con sufficiente cura le operazioni di pulizia e conservazione, oltre il 91% sottovaluta almeno un aspetto importante del trattamento.
Il metodo di prevenzione più efficace continua ad essere l’apprendimento e la messa in atto delle regole fondamentali di detersione e disinfezione quotidiana.
Tra le cause più comuni che favoriscono l’insorgere di complicanze vi sono: mani non completamente igenizzate, riposizionamento sbagliato nell’astuccio, utilizzo di soluzioni conservanti diverse, mancanza di controlli periodici. Al primo segnale di irritazione o rossore insolito bisogna sospendere immediatamente l’uso delle lenti a contatto e consultare lo specialista per individuare le cause.
Utilizzo eccessivo delle lenti a contatto
La cattiva abitudine di indossare le lenti a contatto monouso anche di notte, altera l’equilibrio fisiologico della cornea. Anche i portatori di lenti a contatto tradizionali che le indossano durante il sonno possono andare incontro a complicanze quali l’ipossia e i depositi di calcio e di muco lipidi.

Ipossia

Le lenti a contatto formano una barriera all’apporto di ossigeno alla cornea. Le conseguenze dell’ipossia corneale riguardano cambiamenti fisiologici nell’epitelio con una diminuzione delle riserve metaboliche e un aumento della sensibilità e dell’aderenza.
L’ipossia corneale può determinare una intolleranza alle lenti, una neo vascolarizzazione corneale e dei difetti di refrazione.

Depositi mucolicidi del calcio

Spesso i depositi sulle lenti a contatto aumentano la possibilità di proliferazione di funghi, dei batteri e di allergie. Le cause principali sono: le secrezioni oculari, i cambiamenti nella composizione del film lacrimale e i possibili difetti nel materiale delle lenti.
Un altro tipo di deposito molto diffuso è quello a base di calcio, un normale componente delle lacrime, che può cristallizzare quando le lacrime diventano più acide a seguito dell’ ipossia.

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